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1 Ottobre

DIARO della CAROVANA 3: SCAMPIA

 Venerdì 28 Settembre 2012

Nel pomeriggio di venerdì la Carovana si è diretta nel quartiere Scampia di Napoli, dove si è svolta la tavola rotonda “Contro le mafie, il potere della vita buona”, presso la casa dei Missionari della Divina Redenzione.

Moderatore dell’incontro Don Antonio Palmese, che nella comunità di Scampia segue le famiglie delle vittime innocenti della camorra. Don Antonio ha sottolineato che la nostra presenza significa per lui credere in possibili prospettive positive.

La prima testimonianza è di Stefania Ragusa, giornalista che si occupa del tema dell’immigrazione, e autrice del libro “La Rosarno del nord”. Grazie alle sue ricerche, Stefania ha rilevato  che l’ndrangheta si estende anche al nord d’Italia, e che il razzismo non è mai fine a se stesso ed è funzionale a interessi economici molto forti. Ad esempio, la gestione dei cantieri per la costruzione dell’Expo a Milano ha visto coinvolta manodopera immigrata, senza documenti e quindi facilmente ricattabile. Inoltre, ha parlato del problema dello spaccio della cocaina da parte di immigrati sempre nel milanese. Il nostro sistema di leggi favorisce l’illegalità penalizzando la regolarizzazione degli immigrati. L ’immigrazione infatti non rappresenta un’ emergenza, ma ormai fa parte di un sistema strutturale globale difficile da sovvertire.  E’ necessario, dunque, un cambiamento etico e culturale per cercare di integrare l’immigrato in una situazione di legalità e di riconoscimento dei diritti. A  tal proposito ci invita a seguire la rivista online www.corriereimmigrazione.It di cui anche Cécile Kashetu cura alcuni aspetti.

Successivamente, la testimonianza di Ciro Corona, attuale referente del presidio di Libera a Scampia. La sua esperienza inizia il 21 marzo 2008 con la nascita dell’associazione “Resistenza Anti-Camorra”, giornata mondiale contro le mafie. L’associazione si occupa di garantire i diritti dell’infanzia in particolare dell’istruzione del quartiere con il progetto “Voglio Cambiare”. Scampia fino a tre anni fa, era il quartiere europeo che registrava il più alto livello di abbandono scolastico. Con questo progetto si cerca di indurre i ragazzi ad andare a scuola, prelevandoli in alcuni casi con la forza dalle loro case. Nonostante le numerose e ripetute minacce l’associazione è cresciuta costituendo una vera e propria rete nazionale. Dal 2010 per una maggiore sicurezza e tutela nasce un presidio di Libera presso il municipio di Scampia, con l’attivazione di uno sportello anticamorra, a disposizione di tutti i cittadini che vogliano denunciare in anonimato.  Subito dopo è intervenuta Maria Domenica Palumbo, volontaria della Caritas, che si occupa insieme a suo marito e ad altri volontari di assistere dal punto di vista burocratico tossicodipendenti, ex carcerati, e in generale persone bisognose di una guida. Secondo Maria Domenica Scampia non è costituita solo dalle “Vele”(il complesso residenziale abitato da famiglie povere) ma è un “quartiere normale, fatto di gente normale”.

Dopo questa breve presentazione è intervenuta Emma dello Iacovo, membro del comitato “Dateci Facoltà” nato nel maggio 2010. Scopo dell’iniziativa è di  chiedere la conclusione dei lavori per la costruzione della facoltà di scienze della nutrizione per rivendicare il diritto della gente a scegliere il loro futuro.

L’incontro si conclude con l’intervento del procuratore distrettuale antimafia Federico De Rao. Nelle sue parole ha messo in luce la presenza di  un risveglio culturale e sociale non più circoscritto, ma riconoscibile nelle iniziative di numerosi gruppi. Citando il messaggio antimafia di Don Peppino Diana il procuratore evidenzia l’importanza di comunicare con i ragazzi e far comprendere il potenziale esistente in ciascuno di loro per un cambiamento. Attraverso la cultura e l’istruzione, infatti, è possibile riscattarsi e riscattare la propria terra dalla piaga dalla camorra.

 

Sabato 29 settembre

Sempre a Scampia, nella mattinata di sabato, la carovana si è divisa in vari gruppi per conoscere da vicino alcune strutture formative, laboratori di cultura e centri di accoglienza e ascolto.

E’ apparso a noi chiaro che Scampia è un quartiere sovraffollato con scarsissimi servizi e carente di opportunità di lavoro che spesso portano alla criminalità.

Al Centro di Formazione Alberto Hurtado dei padri gesuiti, si svolgono attività di volontariato volte a sviluppare la creatività e la cultura attraverso la lettura, attività ludiche, informatiche e musicali.

Tramite il Centro è stato possibile creare una cooperativa nel settore della sartoria e una legatoria con il marchio “Fatto a Scampia”.

Un altro gruppo ha visitato il centro Caritas che nato come centro di ascolto oggi coinvolge le Suore Poverelle, volontari e assistenti sociali. Qui, due giovani mamme hanno condiviso la loro esperienza e la loro difficoltà di essere donne, madri e mogli in quartiere dove la vita è così dura.

Altro luogo di speranza è la Casa dei Mille Colori, dove le Suore della Provvidenza da  due anni ospitano ogni pomeriggio i bambini del quartiere. Nel 2010 sono riuscite a trasferire la loro sede in un complesso più grande, nei locali di una scuola abbandonata da 30 anni e che con il finanziamento di 170.000€ dell’associazione milanese Vismara hanno potuto restaurarlo al meglio.

Nonostante le grandi difficoltà di risorse economiche e umane, i volontari e i religiosi riescono comunque a svolgere la loro opera in maniera eccellente venendo incontro a tantissimi bambini e famiglie del quartiere.

Degna di nota è l’associazione GRIDAS centro polifunzionale sociale e noto anche per aver  lanciato il carnevale a Scampia.

Infine la Casa dell’Arcobaleno in cui siamo stati ospitati. Casa dove i Fratelli delle Scuole Cristiane e le Sorelle della Provvidenza provvedono all’istruzione di adolescenti che hanno abbandonato la scuola.    

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